Mi serve davvero un condizionatore?
L'estate 2026 sta passando alla storia come una delle più calde di sempre. Le ondate di calore che investono l'Europa fanno tremare (se così si può dire) un sacco di persone. Tanto da innescare una vera e propria corsa agli armamenti (condizionatori fissi e portatili, raffrescatori e ventilatori). Oggi però vorrei concentrarmi proprio sul classico portatile e spiegarvi perché non è la scelta definitiva per risolvere il problema della canicola. Io sono Gianni, commesso di un piccolo negozio di elettrodomestici, e anche io – come migliaia di miei colleghi in tutto il globo terracqueo – sto ripetendo allo sfinimento:
“Il condizionatore portatile senza tubo non esiste”
Partiamo proprio da questa premessa. Solitamente siamo sempre cauti quando un cliente ci chiede qualcosa di estremamente innovativo, prima di pronunciare la fatidica frase “non esiste” noi commessi ci pensiamo sempre due volte. E invece, nel caso del condizionatore portatile, possiamo dirvelo a chiare lettere in caratteri cubitali: “SENZA TUBO NON ESISTE”. Ma, come, non l’hanno ancora inventato? Siamo ancora fermi agli anni ’80? Beh, sì, perché la fisica è rimasta quella. Non si possono sovvertire i principi della termodinamica inventando qualcosa che genera freddo senza scambiare il calore con il mondo esterno.
Primo difetto: mancata efficienza energetica
Il famigerato “tubone” è necessario, ma è anche il primo grande difetto di questo prodotto che – va detto – nasce per affrontare un’emergenza caldo, e non per risolvere definitivamente il problema delle estati roventi. Spieghiamo meglio come funziona un condizionatore portatile.
Prende l'aria calda della stanza, la fa passare attraverso un radiatore freddo (l'evaporatore, dove circola il gas refrigerante) e la restituisce all'ambiente notevolmente raffreddata e deumidificata.
Per raffreddare il motore (il compressore) e il radiatore caldo (il condensatore) il portatile espelle l’aria calda dal tubo verso l’esterno. La condensa, invece, viene raccolta in una vaschetta interna che andrà poi svuotata manualmente.
Il condizionatore riesce quindi a raffreddare la stanza perché la quantità di calore che sottrae all'aria interna è nettamente superiore al calore che entra dall'esterno a causa della depressione. Se l'aria che esce dal condizionatore viene immessa nella stanza a quattordici o quindici gradi, la temperatura media della stanza scende, anche se dalle fessure della finestra si infiltra aria esterna a trentacinque gradi.
Ecco la prima pecca di questi prodotti: sono poco efficienti in termini energetici. Infatti mi viene da ridere quando i clienti mi chiedono: “Quale di questi consuma meno?”. Per tot metri cubi di aria calda che il portatile espelle, ne entrano altrettanti dall’esterno, costringendo l'apparecchio a un lavoro straordinario che si riflette, puntuale e salato, sulla bolletta elettrica. L'efficienza energetica, insomma, non è esattamente il loro forte.
Il trattore nella stanza
Il secondo grande compromesso di questa tecnologia è la rumorosità. Nel condizionatore fisso, il cuore pulsante e rumoroso dell’impianto, cioè il compressore, viene confinato sul balcone o sulla facciata esterna del palazzo, lasciando dentro casa solo il fruscio dello split che soffia aria fresca. Nel portatile, invece, l'intero motore (compressore, evaporatore, ventola di raffreddamento) è racchiuso dentro quel guscio di plastica che posizioniamo a pochi metri dal divano o dal nostro letto. Quando in negozio mostro i dati tecnici e parlo di oltre sessantacinque decibel, vedo spesso sguardi smarriti, così cerco di spiegare che è il valore di rumorosità di un ufficio affollato: dormireste in un ufficio affollato? Bisogna avere molto sonno.
Il mancato comfort
Il terzo e ultimo difetto che mi sento di farvi notare è strettamente legato ai primi due, e riguarda la qualità del comfort complessivo che si riesce a ottenere tra le mura domestiche. Un impianto fisso ben progettato distribuisce il fresco in modo omogeneo, deumidifica l'ambiente in silenzio e mantiene una temperatura costante senza che ce ne accorgiamo. Il portatile, al contrario, genera un comfort localizzato e instabile: la zona immediatamente vicina alla macchina diventa una ghiacciaia, mentre gli angoli più remoti della stanza continuano a soffrire a causa dell’aria calda che si infiltra costantemente dagli spiragli della finestra socchiusa per far passare il tubo, o dagli altri spifferi. Non appena il termostato spegne il compressore, la stanza torna a scaldarsi alla velocità della luce, costringendo l'apparecchio a ripartire a pieno ritmo in una rincorsa continua che non permette mai al nostro corpo di rilassarsi davvero.
“Ma quindi non me lo vuole proprio vendere?”
Dopo aver ripetuto queste cose a ogni cliente che mi chiedesse consigli, più di uno mi ha domandato: “Ma quindi non me lo vuole proprio vendere?”. Sembra strano, infatti, trovare un addetto vendita che parla dei difetti di un prodotto, anziché dei pregi. In realtà, lo faccio proprio per far notare che questo scatolone rumoroso con il tubo ha, in realtà, una sua precisa ragione di esistere. È da considerarsi un salvagente, un salvavita a cui ricorrere quando la canicola ci fa soffocare. Non a caso, le vendite di questi prodotti storicamente partono dopo due notti di afa, perché l’essere umano ha bisogno di due notti insonni prima di spendere dai 300 ai 900 euro (imprevisti) per risolvere l’emergenza. E infatti di questo si tratta: di un’emergenza caldo.
Bisogna però essere consapevoli di cosa si sta portando a casa. E una volta arrivati sani e salvi a settembre, risolvere il problema una volta per tutte installando finalmente un condizionatore fisso, con tre stagioni di tempo per chiedere preventivi e rifletterci. Perché l’errore che facciamo tutti, una volta arrivate le prime piogge, è quello di dimenticarci il caldo che abbiamo patito nei mesi estivi. Posso dirvi con assoluta sicurezza che l’anno prossimo l’estate tornerà. E non sono più le estati dei nostri nonni, ve ne sarete sicuramente accorti.
Quindi se quest’anno avete comprato (o stavate comprando) un portatile per risolvere l’emergenza, vi invito questo autunno a risolvere il problema in maniera definitiva con un fisso. Sarà una gioia per il vostro comfort e il vostro portafogli.
Anche per oggi dal vostro Gianni è tutto, alla prossima!
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