Mi serve davvero un fon da 3000 watt?

Lui e lei piu' belli e curati
[ 04/06/2025 ]  

“Per un fon posso chiedere a lei?”, mi dice una cliente con aria circospetta. Magari si aspettava una ragazza in reparto, invece ci sono soltanto io che sono un maschietto. Che ci sarà mai da chiedere su un fon, mi dico. Poi guardo lo scaffale e capisco tutto. Sembrano tutti uguali, ma ce ne sono veramente tanti. Tutti di marche, potenze e colori diversi. È proprio quel numerino che rappresenta i Watt del motore che manda in tilt il consumatore. C’è chi pensa che più watt significhi capelli più belli, e chi invece preferirebbe un fon che consumi poco, così da non fare saltare il salvavita con la lavatrice accesa. Io sono Gianni, commesso di un piccolo negozio di elettronica, e oggi sono qui per risolvere il dilemma: “Mi serve davvero un fon da 3000 watt?”

La potenza non è sinonimo di qualità

Capita spesso che i clienti mi chiedano un fon con “almeno 2300 watt!” con la stessa serietà con cui si chiederebbe un’auto di grossa cilindrata. Ma qui bisogna fermarsi un attimo: la potenza nominale non è l'unico parametro che conta. Un motore più potente non significa necessariamente una migliore asciugatura. Il trucco, infatti, sta nel flusso d'aria, non nella pura energia elettrica. Un fon da 2200 watt non asciuga meglio di uno da 1500 watt, a meno che non sia progettato in modo intelligente, con una ventola potente che permetta all'aria di passare con maggiore efficacia. In sostanza: la qualità dell’asciugatura dipende più dalla progettazione del motore e del sistema di ventilazione, che dalla sola potenza elettrica.

Per comprendere meglio la differenza tra due fon che sembrano identici, ma di prezzi diversi, controlla la composizione dei materiali: una resistenza in ceramica ha bisogno di meno corrente per scaldarsi di una in ferro, e un buon filtro che trattiene la polvere diminuisce un minimo la potenza del motore, ma aiuta a preservare le componenti elettriche all’interno del fon. 

Un asciugacapelli potente (tra i 1800 e i 2400 watt) può ridurre i tempi di asciugatura, ma non è l'unico fattore determinante. È fondamentale considerare anche la portata d'aria, ovvero la quantità di aria che il fon può emettere, misurata in metri cubi all'ora (m³/h). Questo dato viene fornito solo nei fon professionali, mentre per quelli “domestici” possiamo trovare la velocità dell’aria espressa in km/h. Non è la stessa cosa, ma dobbiamo accontentarci. Diciamo che 120 km/h di aria possono rappresentare una buona scelta per un fon di fascia medio/alta.

Lo scopo: un fon per ogni tipo di capello

Proprio in base all’ingegneria del motore, ai materiali di costruzione e alla qualità del filtro anti-polvere, i fon moderni vanno dai 10 ai 500 euro. Ecco perché si genera tanta (troppa) confusione nella mente dei clienti. Ma vale la pena spendere il massimo per avere il prodotto migliore? Non sempre.

Se sei single e hai i capelli corti, un fon da 30 euro potrebbe essere più che sufficiente per sistemarti la chioma in 5 minuti, con un risultato decente. Ma se convivi con tre persone che hanno tre tipi di capelli diversi (magari uno riccio, uno lungo e uno medio), allora ti servirà un fon che possa essere versatile. A questo punto, dobbiamo parlare di funzionalità. I modelli più avanzati permettono di regolare la temperatura, la velocità dell'aria e la potenza in base al tipo di capello. E qui entra in gioco la differenza tra un fon economico e uno di fascia media o alta: quelli più performanti offrono diversi livelli di calore e potenza, ma soprattutto funzionalità come il getto d'aria fredda per fissare il risultato, o l'uso di tecnologia ionica per ridurre l’effetto crespo.

Ecco perché non tutti gli asciugacapelli sono adatti a tutti. 

I materiali: ceramica, cheratina e il grande mito

Arriviamo al capitolo dei materiali. Quanti mi chiedono: “Gianni, ma davvero la ceramica o la cheratina fanno la differenza?”. La risposta è sì e no. Molti asciugacapelli dichiarano di avere rivestimenti in ceramica, cheratina o altri materiali ‘trattanti’. In linea generale, la ceramica ha una funzione reale: aiuta a distribuire il calore in modo più uniforme, riducendo i picchi di temperatura che possono stressare i capelli. La cheratina, invece, viene spesso utilizzata nei rivestimenti con l’obiettivo di rendere il capello più liscio e brillante, ma l’effetto è molto limitato, soprattutto rispetto a un trattamento fatto in salone. Sono caratteristiche che possono avere un senso se presenti in un prodotto ben costruito e dal prezzo equilibrato. 

Poi c’è quell’asciugacapelli famoso, quello dal design futuristico che costa come un weekend in agriturismo. Non lo nomino, ma hai capito. Ora: è vero che costa tanto, ma non è solo marketing. Il motore digitale montato nel manico, la bilanciatura perfetta, la silenziosità e il controllo intelligente del calore lo rendono uno strumento eccellente, soprattutto per chi lo usa tutti i giorni, magari con capelli difficili o in famiglia numerosa. Non è per tutti, certo: se lo accendi due volte al mese è come comprare una Ferrari per andare a prendere il pane. Ma se hai esigenze particolari, o vuoi il meglio senza compromessi, allora sì, ci può stare. Se hai i capelli lunghi e non vuoi andare dalla parrucchiera ogni mese, è davvero una scelta di qualità: il fon “di marca” offre prestazioni superiori, riduce il danno da calore grazie alla tecnologia avanzata e, soprattutto, è potente senza essere pesante. 

La morale?

Quando scegli un fon, ricorda che non è solo questione di watt o di nome sulla scatola. La scelta giusta dipende da chi sei e da cosa cerchi. 

Insomma, non farti ingannare dalla pubblicità e dal mito delle prestazioni estreme. Prima di comprare, chiediti sempre: “Quanto userei davvero tutte quelle funzioni?” e “quali sono le mie necessità?”. E se hai dubbi, chiedi pure ai commessi del negozio. Quando non c’è confusione nel punto vendita, abbiamo anche il tempo di farti provare uno o due modelli in esposizione. Non pensare che sia un disturbo: per noi è meglio un cliente che fa un acquisto sicuro, piuttosto che uno che ci torna col negozio strapieno a chiederci un reso perché non è soddisfatto.

Ah, un’ultima curiosità, forse te lo starai chiedendo: si scrive “fon” in italiano, ma nel linguaggio commerciale e sulle confezioni dei prodotti si trova quasi sempre “phon”, perché suona più tecnico, più “internazionale”, più... asciutto (scusa).

Anche per oggi dal vostro Gianni è tutto, alla prossima!


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