Le migliori app per studiare

Mondo smartphone
[ 22/09/2026 ]  

C'è un momento preciso, ogni anno, in cui lo smartphone passa improvvisamente da migliore amico a nemico pubblico numero uno: settembre. Ricomincia la scuola, ripartono le università, verifiche, interrogazioni, esami e quella frase pronunciata almeno una volta da ogni studente: “Quest'anno mi organizzo meglio”. Poi arrivano le prime notifiche, un video, un messaggio, cinque minuti sui social e improvvisamente è già Natale. Quindi meglio prepararsi subito, e con la rubrica delle app del mese speriamo di darvi qualche dritta.

Lo smartphone, oltre a mezzo comunicativo, può essere ovviamente anche uno straordinario strumento per studiare. Il problema è che quando si parla di tecnologia e scuola si finisce quasi sempre per citare i soliti software famosi. In realtà esiste un sottobosco di app per studiare molto interessanti, spesso meno conosciute, che utilizzano tecniche di memorizzazione, intelligenza artificiale, quiz e organizzazione degli appunti per rendere lo studio un po' meno doloroso. E alcune sono talmente ben congegnate da sembrare progettate da uno studente che, dopo l'ennesima verifica andata male, ha deciso di vendicarsi sul sistema scolastico.

Una delle più interessanti è RemNote, disponibile per iPhone e Android, che prova a mettere insieme in un'unica applicazione appunti, organizzazione delle conoscenze, PDF, flashcard e ripetizione dilazionata. Il concetto è particolarmente interessante: invece di prendere appunti da una parte e ripassarli dall'altra, RemNote collega direttamente ciò che si scrive alle schede utilizzate per memorizzarlo. In pratica, mentre costruisci i tuoi appunti puoi trasformare i concetti importanti in flashcard e poi ripassarli seguendo un sistema di ripetizione programmata. L'app supporta inoltre l'utilizzo offline e permette di continuare il lavoro tra computer e smartphone collegandosi al proprio account.

Se l'obiettivo è preparare una verifica senza passare ore a costruire manualmente decine di schede, c'è Knowt. È una piattaforma di studio che fa trasformare appunti, PDF e persino video in test di pratica utilizzando l'intelligenza artificiale. La versione mobile è disponibile sia per iOS sia per Android e i contenuti vengono sincronizzati su più dispositivi. Interessante anche la modalità di apprendimento, che può proporre diversi tipi di domande invece di limitarsi alla classica flashcard fronte-retro. Attenzione, però: “all'ultimo minuto” non significa “facciamo i miracoli”. Nessuna applicazione conosciuta dalla scienza moderna può trasformare una serata sul divano in un percorso accademico completo. Però può aiutare a capire rapidamente cosa si sa e su cosa, invece, c’è ancora buio totale.

Un'altra piattaforma da tenere d'occhio è StudySmarter, che riunisce appunti, materiali didattici e pianificazione dello studio. L'app permette di creare o consultare materiali, organizzare gli obiettivi e costruire un piano di studio. È disponibile su iOS e Android e punta proprio sull'idea di avere in un unico ambiente gli strumenti necessari per preparare esami e verifiche. La cosa interessante è che StudySmarter non si limita a fare da blocco note digitale. Può collegare documenti, appunti e flashcard, permette di scansionare materiale cartaceo e offre anche una modalità offline. In sostanza, prova a risolvere uno dei problemi storici dello studente: avere le informazioni sparse ovunque.

Per chi invece ha bisogno soprattutto di memorizzare, vale la pena conoscere Brainscape. Il suo punto di forza è un sistema di spaced repetition, cioè ripetizione nel tempo. L'app utilizza anche il livello di sicurezza che attribuiamo a una risposta per decidere quando riproporci quella determinata informazione. Più un concetto è debole, più viene riproposto. È un sistema particolarmente interessante per lingue, terminologia, date, definizioni e tutte quelle materie nelle quali non basta aver capito un argomento: bisogna anche ricordarselo il giorno dell'interrogazione. Brainscape funziona sul web e sui dispositivi iPhone e Android.

Tra gli strumenti più completi troviamo poi StudyFetch, una piattaforma basata sull'AI che permette di caricare il proprio materiale didattico e trasformarlo in diversi formati di apprendimento. L'app può generare note, flashcard, quiz, giochi, video esplicativi e persino riepiloghi audio. Include anche un tutor AI chiamato Sparky e uno strumento per creare un calendario di studio personalizzato. È disponibile su web, iOS e Android.

Un'altra soluzione interessante per chi vuole combattere il più grande nemico dello studio, cioè la distrazione, è Forest. Il concetto è quasi banale nella sua semplicità: imposti un periodo durante il quale vuoi concentrarti e fai crescere un albero virtuale. Se abbandoni l'app per andare a controllare qualcosa che non c'entra nulla con lo studio, rischi di interrompere la crescita. Non sembra una rivoluzione tecnologica e infatti non lo è. Ma trasformare la concentrazione in una piccola sfida può essere sufficiente per evitare di prendere lo smartphone ogni due minuti. Il principio è quello della tecnica Pomodoro, basata sull'alternanza tra periodi di concentrazione e brevi pause. 

Il bello di queste applicazioni è che non servono necessariamente tutte insieme. Anzi, sarebbe probabilmente il modo migliore per non studiare affatto: passare tre ore a configurare dieci app per organizzare le prossime tre ore di studio. Meglio sceglierne una o due in base al proprio problema. Chi ha gli appunti nel caos può provare RemNote o StudySmarter. Chi deve trasformare rapidamente il materiale in domande può guardare a Knowt o Revisely. Chi deve memorizzare moltissime informazioni può affidarsi a Brainscape o Anki. Chi ha bisogno di trasformare il materiale in forme diverse può provare StudyFetch, mentre chi perde continuamente la concentrazione può partire da Forest.

La vera novità, quindi, non è avere uno smartphone più potente o un'app con più funzioni. È utilizzare la tecnologia per cambiare il modo in cui si studia. Le applicazioni più interessanti non sono quelle che promettono di eliminare la fatica, ma quelle che aiutano a usarla meglio. E questo è un punto importante anche nell'epoca dell'intelligenza artificiale: se l'app prepara il riassunto, il quiz e la risposta al posto nostro, rischiamo di imparare meno. Se invece ci costringe a rispondere, ricordare, spiegare e verificare quello che sappiamo, può diventare uno strumento davvero utile. Alla fine, insomma, lo smartphone non è né il diavolo né il professore personale che aspettavamo da vent'anni. È semplicemente uno strumento. 


Condividi questa pagina :

Torna indietro