L'aspirapolvere si guasta? Ecco cosa fare
Quando vedo entrare un cliente con l’aspirapolvere in mano inizio a sudare freddo come Sarah Connor quando si imbatteva in Terminator. Sbirciando da dietro uno scaffale, lo scorgo imbracciare la sua scopa elettrica come un fucile mentre mi cerca con lo sguardo e quando purtroppo mi individua, mi viene incontro a passo svelto esclamando: “Non funziona!”.
Io sono Gianni, commesso di un piccolo negozio di elettronica, e questa volta vorrei spezzare una lancia a favore dei poveri aspirapolvere maltrattati. Perché nella stragrande maggioranza dei casi il prodotto non è difettoso, si è semplicemente bloccato perché non è stata fatta alcuna manutenzione.
Ci sono alcuni accorgimenti che è bene adottare, sia per augurare lunga vita al Re della polvere, sia per evitare di fare chilometri in macchina (magari di domenica pomeriggio) per poi sentirsi dire dal commesso che bastava pulire il filtro per far tornare l’apparecchio come nuovo.
Un aspirapolvere che non aspira più (poi tratteremo anche quelli che non hanno mai aspirato bene), potrebbe essere semplicemente andato “in blocco” a causa di un’ostruzione che impedisce il normale percorso dell’aria al suo interno. I motori più recenti, proprio per non bruciarsi, vanno in protezione non appena si surriscaldano, perché questo è il primo segnale che qualcosa non gira per il verso giusto.
Il tubo è libero? Può sembrare superfluo dirlo, ma vale sempre la pena controllare che non ci sia qualcosa incastrato nel tubo. A volte basta un gomitolo di peli, un pezzo di carta o una pallina da gioco per ridurre drasticamente la potenza d’aspirazione e mandare in tilt i sofisticati motori moderni.
Hai mai pulito il filtro (o i filtri)? Molti aspirapolvere hanno uno o più filtri che andrebbero sempre tenuti al meglio. Se sono troppo sporchi, l’aria fa fatica a passare. Alcuni si possono lavare (verificate sempre il libretto di istruzioni): basta acqua fredda corrente, niente sapone, e almeno 24 ore di asciugatura completa. Altri vanno sostituiti ogni 3-6 mesi circa, a seconda dell’uso.
Il contenitore della polvere non deve essere… impolverato. Può rasentare l’assurdo, lo so, ma il fatto che il compito del nostro aspirapolvere sia quello di raccogliere la sporcizia non significa necessariamente che debba restare sudicio. Il contenitore dello sporco andrebbe svuotato dopo ogni utilizzo e periodicamente lavato con acqua e sgrassatore per prevenire l'accumulo di residui che potrebbero ostruire il flusso d'aria. Anche il contenitore fa parte di quegli elementi creati ad hoc per raggiungere una determinata potenza di aspirazione: con i recenti aspirapolvere ciclonici, infatti, l’aria deve seguire un determinato percorso all’interno della camera di aspirazione per creare l’effetto “tornado”. Aspettare che sia pieno zeppo riduce il flusso d’aria e fa lavorare male il motore.
Le spazzole vanno sempre controllate. Spesso si bloccano a causa di capelli e fili che si arrotolano attorno al rullo. Pulirle regolarmente evita che si consumino e mantiene l’efficienza dell’aspirazione. Nel caso dei modelli a batteria ci troviamo quasi sempre di fronte a spazzole motorizzate, che se rimangono bloccate per qualunque motivo mandano un segnale al motore di spegnersi.
Non aspira abbastanza
Caso molto soggettivo invece è quello del cliente che si lamenta di aver comprato pochi giorni prima un aspirapolvere che non fa il suo dovere. Nessun problema, nel caso in cui il prodotto abbia poche ore di utilizzo è a discrezione del punto vendita venire incontro al consumatore per sostituirlo con un prodotto più idoneo. Ma mi permetto di ricordarti che c’è modo e modo di restituirla: nel suo imballo originale integro, completo di ogni particolare, pulito con cura e non come se avesse fatto le guerre puniche.
A volte basta comunicare a noi addetti ai lavori quali siano le reali esigenze per risolvere un acquisto errato, magari dovuto alla troppa fretta o al fai da te. Di solito il problema della scarsa aspirazione si risolve semplicemente spendendo qualche euro in più. E ti giuro che non è un complotto per farti mettere mano al portafogli, è semplicemente che non si può pretendere che una scopa elettrica a batteria da 100 euro di un brand pressoché sconosciuto svolga il compito di un articolo del marchio blasonato da 1000 euro.
Ci sono però dei casi in cui non c’è una vera soluzione al problema, semplicemente perché non c’è un difetto da risolvere. Il cliente si è ostinato ad acquistare un prodotto a batteria convinto che potesse staccare le piastrelle dal pavimento, salvo poi scoprire che magari è più adatto a una pulizia veloce che a una bonifica da cantiere. Oppure è venuto a lamentarsi della scarsa potenza di una scopa a traino, puntando il dito contro il motore da “soli” 900 Watt, rimpiangendo il vecchio aspirapolvere da 1700. A quel punto tocca spiegare che i tempi sono cambiati: oggi si guarda all’efficienza, non alla forza bruta. I motori ciclonici moderni sono progettati per ottimizzare il flusso d’aria con consumi contenuti, e non è detto che un wattaggio più alto significhi più aspirazione.
Se proprio serve una spinta in più, allora è meglio orientarsi su un buon modello a traino con filo, che almeno non dipende dalla batteria e ha tutta la potenza necessaria per i lavori pesanti. Ma anche qui bisogna saper scegliere: se si cerca una Ferrari, non si può pretendere di pagarla come una Panda.
Non ha mai aspirato
Quelli che mi lasciano più perplesso sono i clienti che si presentano con l’aspirapolvere in mano – magari dentro alla scatola del detersivo – a garanzia quasi scaduta, raccontando che lo usano nella casa al mare e che non hanno avuto tempo prima di riportarlo. Mi dicono che funziona, però “non ha mai aspirato bene”. E lì, puntualmente, rivivo il “flashback” del momento dell’acquisto: quando mi avevano detto che serviva per una seconda casa, “tanto lo usiamo poco”, e che volevano spendere il meno possibile. Un binomio che alla lunga non regge.
Perché anche se l’utilizzo è saltuario, serve comunque un prodotto affidabile, che regga bene l’inattività e che non si degradi dopo qualche mese chiuso in un armadio. In questi casi, meglio orientarsi su un modello con filo o a traino: hanno meno parti soggette a decadimento, non soffrono i lunghi periodi di pausa e spesso offrono prestazioni più costanti, anche a distanza di tempo.
La morale è sempre quella: chiedete a noi commessi, parlateci, spiegateci le vostre esigenze, perché le discariche sono piene di prodotti acquistati leggendo una recensione su Internet.
Anche oggi dal vostro Gianni è tutto, alla prossima!
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