Mi serve davvero una videocamera di sorveglianza?
Ormai con poco più di venti euro puoi acquistare una videocamera Wi-Fi. Con un centinaio di euro un normale appartamento può diventare sorvegliato a distanza come il caveau di una banca. L’acquisto alla portata di tutti, tuttavia, non significa sempre che ciò che hai in mente si possa realizzare. Io sono Gianni, commesso di un piccolo negozio di elettrodomestici, e oggi proverò a rispondere alla domanda: “Mi serve davvero una videocamera di sorveglianza?”. Volendo semplificare, diciamo che ci sono quattro consumatori diversi che cercano questi dispositivi. C’è chi vuole tenere d’occhio il proprio animale domestico, chi ha paura che i genitori anziani possano essere in pericolo, chi teme i dispetti del vicino di casa e chi cerca un deterrente per ladri e malintenzionati.
Senti chi abbaia
“Vorrei una videocamera per controllare il cane quando resto fuori tutto il giorno”, è la classica domanda. Entriamo quindi nel regno delle videocamere da interno, meglio se motorizzate. Quelle che ruotano, seguono il movimento e ti permettono di vedere cosa succede anche se l’animale gioca a nascondino in giro per la casa. Un dispositivo del genere costa meno di trenta euro, che possono arrivare a cinquanta se vogliamo una risoluzione video più alta. Molti modelli permettono di ascoltare l’audio e parlare a distanza. Non è detto che il cane obbedisca, se ormai sta facendo il suo bisognino dove non deve è inutile provare a fermarlo, ma almeno puoi fargli sentire la tua presenza se lo senti abbaiare. A questo punto salta sempre fuori questa domanda: “Non ho una presa di corrente vicino a dove vorrei metterla, esistono a batteria?”. Sì, esistono, ma il costo aumenta, e di solito - quando faccio vedere di quanto - il cliente si ricorda improvvisamente di quella presa elettrica nascosta dietro il mobile che aveva dimenticato.
Fermati, o mamma spara
Il secondo cliente tipo è molto simile, ma con una sfumatura emotiva diversa: “Vorrei una videocamera per controllare mia mamma, è molto anziana e vive da sola”. Qui cerchiamo di evolvere il discorso: se nel caso precedente la risoluzione 4K poteva essere un optional abbastanza inutile, in questo è importante avere ogni dettaglio in maniera da poter ingrandire l’immagine e scoprire se la nonnina sta mettendo nel microonde il piatto con la minestra da scaldare o il telecomando della TV. Scherzi a parte, una videocamera non è una badante digitale, qui non stiamo parlando di avere la sicurezza di poter intervenire nel caso ci sia un’emergenza, quanto piuttosto di quella situazione in cui non sentiamo la persona anziana da un po’ di ore e vogliamo solo essere tranquilli che stia bene. In questi casi la risoluzione e l’audio bi-direzionale tornano ancora più utili: potremmo aiutarla a compiere un piccolo gesto guidandola a distanza con la nostra voce. Ed è importante non trascurare nessuna stanza, con buona pace della privacy, per non andare nel panico se non dovessimo trovarla in nessun angolo della casa. Molti consumatori si tengono per ultima questa domanda: “Questi modelli hanno la SIM? Perché mia mamma non ha il Wi-Fi in casa”. Sì, esistono videocamere con SIM, e funzionano ovunque ci sia segnale cellulare. Però costano un po’ di più e richiedono una scheda con un piano dati per ogni telecamera. Io di solito propongo l’acquisto di un router Wi-Fi LTE che funziona con una semplice presa di corrente e una SIM con piano dati, un’unica SIM per tutte le telecamere che vogliamo. Molto utili per evitare le truffe agli anziani, infine, sono gli “spioncini smart”: possiamo ricevere una notifica nel caso qualcuno suoni al campanello e intervenire a distanza per far pensare ai malintenzionati che la signora non è sola in casa.
La finestra sul cortile
“Ho problemi con il vicino. Voglio capire cosa succede davanti al garage / al posto auto / al cancello”. Qui il discorso cambia. Di solito si parla di esterni, quindi di videocamere resistenti a pioggia, freddo e caldo. Chi è pratico di bricolage sceglie di solito i modelli cablati, basta un tassello e tirare due fili dalla lampada che illumina il cortiletto, ad esempio, per installare la videocamera. Chi vorrebbe metterla in una posizione che non è vicina a nessun cavo elettrico, invece, può scegliere gli ultimissimi modelli dotati di batteria e pannellino solare. “E se è prevista pioggia per tutta la settimana?”. Nessun problema, ci sono modelli che con una ricarica completa resistono per dieci giorni senza sole. Attenzione, però: la rete Wi-Fi raggiunge il garage/il cancello/il posto auto dove la vogliamo collocare? In questi casi poi è fondamentale l’inquadratura: la videocamera deve riprendere solo il tuo spazio, non la proprietà altrui o le parti comuni. Attenzione, quindi. Se potevamo “chiudere un occhio” per la privacy della mamma anziana, qui si può andare anche nel penale!
Mission: impossible
Mi sono tenuto per ultimo il quarto consumatore-tipo, perché è il più diffuso. È quello affascinato dal fatto che con duecento euro scarsi può proteggere la proprietà e i propri cari come se fosse in una fortezza inespugnabile. Capisco l’entusiasmo: proteggere i propri spazi e chi ci vive è umano. Ma la realtà tecnica e giuridica è un’altra. Vediamo con chiarezza cosa succede quando si va incontro a queste aspettative e cosa consiglio solitamente per non infrangerle del tutto. Il primo punto da chiarire è che le videocamere di sorveglianza non sono un antifurto. Quasi tutti i modelli hanno sensori di movimento e possono mandare notifiche al tuo cellulare; i modelli più evoluti utilizzano l’AI per evitare di farti pensare che ci sia un intruso sulla soglia, quando magari è solo il gatto del vicino; alcune marche hanno anche delle sirene e dei faretti potenti che si possono abbinare al sistema di videosorveglianza, per scoraggiare i malintenzionati. Ma anche l’impianto più ben congegnato non sostituisce un antifurto professionale. Una videocamera economica, se salta la corrente, si spegne. Non ha una batteria tampone interna come i veri antifurti. Quindi basta un blackout, volontario o casuale, e smette di funzionare. Se qualcuno la manomette, la stacca, la gira verso il muro o la rompe, non parte nessuna chiamata automatica a carabinieri o polizia. Al massimo arriva una notifica al tuo telefono. E qui arriviamo al punto successivo: le notifiche sono utili quando sei sveglio, con il telefono in mano e il volume acceso. Ma se stai dormendo, se sei in doccia o se il telefono è silenzioso, quella notifica resta lì. Non suona una sirena, non sveglia il vicinato, non mette pressione a chi sta entrando.
Meglio prima scaricare l’app
E infine la verità che nessuno ama sentire: anche se la videocamera riprende tutto, nella maggior parte dei casi quelle immagini servono più a farti capire cosa è successo che a riavere ciò che hai perso. Riconoscere una persona, dimostrarne con certezza l’identità e usarlo in modo risolutivo a livello legale è molto più complicato di quanto sembri. A chi cerca il massimo, consiglio di rivolgersi ai professionisti della sicurezza, chi cerca un deterrente per scoraggiare intrusi e malintenzionati può – invece – cercare di prevenire l’intrusione abbondando in telecamere da esterni, attorno a balconi, giardini, cortili e sulla soglia di casa, con ottima visione notturna e buona risoluzione, che siano dotate di faretti che si accendano al passaggio di qualcuno. Sperando sempre che non ci sia mai un tentativo di intrusione, perché a distanza possiamo fare ben poco. L’ultimo consiglio che posso darti è quello migliore, perché è gratis. Quando hai visto la telecamera che ti piace, scarica l’app della marca che stai valutando e guarda se è chiara, fluida e se trovi subito le funzioni che ti interessano. Soprattutto, guarda se quella marca è dotata di altri dispositivi per la casa come il campanello intelligente, il citofono intelligente e altro: saranno cose che potrai acquistare in seguito, ma almeno parti con il piede giusto.
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